“Pasta di Sabatino” il grano Saragolla

E’ con grande piacere ed Onore che diamo il benvenuto ad un nuovo e straordinario prodotto a Raggiazzurro.

Una pasta Eccezionale prodotta con grano coltivato sulle nostre colline di qualità Eccellente e pregiata. Una pasta con un gusto unico, avvolgente e di grande personalità.

La abbineremo alla nostra più richiesta salsa ai frutti di mare bianco con pomodorino fresco che ne esalta al massimo le caratteristiche organolettiche.

Di seguito una breve storia di questo grano pregiato:

IL GRANO SARAGOLLA
La saragolla è un cereale “antenato” dei moderni grani duri. Fu introdotta in Abruzzo da
popolazioni che provenivano dall’Egitto nel 400 d.C.; il termine SARAGOLLA significa, secondo la
lingua Bulgara antica, “chicco giallo (SARGA = giallo e GOLYO = seme). Un grano molto speciale,
duro e ambrato, che produceva farine color giallo intenso; cominciò a diffondersi nelle regioni
appenniniche centro-orientali d’Italia colonizzate proprio dai Bulgari prima in proprio poi come
dipendenti dei feudi longobardi, bizantini o ecclesiastici. Dal medioevo in avanti numerosi
documenti storici lodano le qualità dei grani chiamati “Saragolla”; le varietà conosciute erano: la
Zingaresca, la Bulgara, la Bulgara di Capo Palinuro, la Saragolletta del Sannio, e quella che destava
maggior interesse ovvero la Saragolla Turchesco, nota perché resistente ai parassiti,
all’allettamento e alla stretta della ruggine. Nel 1801 (l’abate) Bernardo Quartapelle nel suo
trattato “I Principi Della Vegetazione Ovvero Come Coltivar La Terra Per Trarre Da Essa Il Maggior
Possibile Frutto” ne loda le caratteristiche e le descrive come “ottime per fare paste”.
L’abbandono della coltura del Saragolla comincia alla fine del ‘700 quando le conquiste coloniali e
l’incremento demografico spostano l’attenzione verso l’importazione di grani duri molto produttivi
dal Nord Africa e dal Medio Oriente, relegando la coltivazione della Saragolla nelle piccole
proprietà contadine nella zona collinare del versante adriatico del centro Italia; qui i chicchi
migliori erano conservati per la semina e questo, assieme alla coltivazione priva di aiuti chimici, ha
conferito a questo grano, che è sopravvissuto grazie alla propria forza, caratteristiche uniche. Nel
XX secolo, la rivoluzione apportata alle colture dal Senatore Cappelli con l’introduzione delle
tecniche di ibridazione delle spighe hanno accentuato l’emarginazione della coltura dei cereali con
resa meno importante e primo fra questi il grano Saragolla ….. La sua struttura biologica più
“semplice” e povera di glutine la rende un sostituto squisito e digeribile per gli intolleranti ai
prodotti del grano comune.