farina di canapa raggiazzurro

Chitarrine fatte a mano con farina di Canapa Sativa

Un’idea per sfruttare subito i punti Fidelity??

Provate le nuove chitarrine tirate e tagliate a mano con farina di semi di canapa Sativa, con pesto di pinoli, basilico olio di Raggia e gamberoni rossi. Meravigliosi!!

Abbiamo inserito questo piatto ad inizio estate ed è stato un successo strepitoso, grazie al suo gusto fantastico, l’aroma singolare e le eccezionali proprietà nutrizionali.

Se avete 2 minuti da dedicare alla lettura delle proprietà della Canapa………….

Di colore bruno ambrato, leggermente impalpabile, la farina di canapa apporta alle preparazioni un patrimonio di preziosi nutrienti, conferendo un leggero gusto di nocciola e un bel colorito bruno agli impasti ove è aggiunta. E’ naturalmente priva di glutine

Gli 8 amminoacidi essenziali sono nutrienti fondamentali per il nostro organismo indispensabili per la sintesi proteica; grazie alla presenza per il 28% di proteine la Farina di semi di Canapa contribuisce all’apporto nell’organismo di tutti gli 8 amminoacidi essenziali, una risorsa totalmente naturale.

La farina di semi di Canapa ha tutte le proprietà dei semi di canapa, è dunque un alimento ricco di omega 3 e omega 6, acidi grassi importanti per il nostro organismo per le loro proprietà antiossidanti, che però non vengono sintetizzati nel nostro corpo ed è dunque fondamentale integrare con una corretta alimentazione.

Ricchissima di fibre, calcio e potassio e totalmente Biologica!

Risparmio Raggiazzurro
Fidelity 2014-2015

A grande richiesta “Riparte” la promozione Fidelity Raggiazzurro che vi accompagnerà sino al 31 maggio 2015.

Più vieni, più accumuli punti e più sconto avrai.

E’ facilissimo, ogni euro speso,  accumulerai un punto ed ogni 100 punti avrai 5 € di sconto da usare quando vuoi.

I punti si raccolgono dal oggi 16 settembre al 31 maggio 2015 e li dovrai consumare entro il  30 giugno 2015.

Non si possono cumulare con altri sconto già applicati.

Vieni Subito!

Festa delle Birre Artigianali

Vi presentiamo la nostra proposta per la Festa delle Birre Artigianali. Bellissima iniziativa creata dalla associazione Riviera Nord Senigallia .

brut metodo classico

MG 09 Cuvée Metodo Classico

Marco Gozzi classe 1984, le bollicine ce le ha nel sangue…

Modenese DOC, terra del Lambrusco si Diploma in agraria e si butta subito nel mondo del vino, facendo esperienze qua e la in Franciacorta e in  diverse parti del mondo.

Nel 2009  decide, grazie anche all’amicizia e la collaborazione legata all’azienda Villa Ligi di Pergola, di dar vita ad un Suo metodo classico MG09 nato dall’unione dello chardonnay 80% e il verdicchio 20%.

La vinificazione, con raccolta manuale delle uve, prevede una resa del 50% Uva/mosto, svolge una parziale fermentazione malo lattica e fermenta sia in acciaio che in barrique non nuove.

Per 24 mesi riposa sui propri lieviti ed al momento della sboccatura viene dosato con 7 grammi di zucchero.

La sboccatura in commercio è la 2013.

E da oggi è presente in carta al Raggiazzurro





“Pasta di Sabatino” il grano Saragolla

E’ con grande piacere ed Onore che diamo il benvenuto ad un nuovo e straordinario prodotto a Raggiazzurro.

Una pasta Eccezionale prodotta con grano coltivato sulle nostre colline di qualità Eccellente e pregiata. Una pasta con un gusto unico, avvolgente e di grande personalità.

La abbineremo alla nostra più richiesta salsa ai frutti di mare bianco con pomodorino fresco che ne esalta al massimo le caratteristiche organolettiche.

Di seguito una breve storia di questo grano pregiato:

IL GRANO SARAGOLLA
La saragolla è un cereale “antenato” dei moderni grani duri. Fu introdotta in Abruzzo da
popolazioni che provenivano dall’Egitto nel 400 d.C.; il termine SARAGOLLA significa, secondo la
lingua Bulgara antica, “chicco giallo (SARGA = giallo e GOLYO = seme). Un grano molto speciale,
duro e ambrato, che produceva farine color giallo intenso; cominciò a diffondersi nelle regioni
appenniniche centro-orientali d’Italia colonizzate proprio dai Bulgari prima in proprio poi come
dipendenti dei feudi longobardi, bizantini o ecclesiastici. Dal medioevo in avanti numerosi
documenti storici lodano le qualità dei grani chiamati “Saragolla”; le varietà conosciute erano: la
Zingaresca, la Bulgara, la Bulgara di Capo Palinuro, la Saragolletta del Sannio, e quella che destava
maggior interesse ovvero la Saragolla Turchesco, nota perché resistente ai parassiti,
all’allettamento e alla stretta della ruggine. Nel 1801 (l’abate) Bernardo Quartapelle nel suo
trattato “I Principi Della Vegetazione Ovvero Come Coltivar La Terra Per Trarre Da Essa Il Maggior
Possibile Frutto” ne loda le caratteristiche e le descrive come “ottime per fare paste”.
L’abbandono della coltura del Saragolla comincia alla fine del ‘700 quando le conquiste coloniali e
l’incremento demografico spostano l’attenzione verso l’importazione di grani duri molto produttivi
dal Nord Africa e dal Medio Oriente, relegando la coltivazione della Saragolla nelle piccole
proprietà contadine nella zona collinare del versante adriatico del centro Italia; qui i chicchi
migliori erano conservati per la semina e questo, assieme alla coltivazione priva di aiuti chimici, ha
conferito a questo grano, che è sopravvissuto grazie alla propria forza, caratteristiche uniche. Nel
XX secolo, la rivoluzione apportata alle colture dal Senatore Cappelli con l’introduzione delle
tecniche di ibridazione delle spighe hanno accentuato l’emarginazione della coltura dei cereali con
resa meno importante e primo fra questi il grano Saragolla ….. La sua struttura biologica più
“semplice” e povera di glutine la rende un sostituto squisito e digeribile per gli intolleranti ai
prodotti del grano comune.